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CAP. 15 / 24
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Le finestre sotto la pioggia
CAPITOLO 15 / 24

Le persone più facili da comprare

Leda Marconi

Le persone più facili da comprare

Lumen Verticale non comprava appartamenti a caso.

Questo, ormai, era dimostrabile.

Yel mise sul tavolo due mappe.

Acquisizioni. S-INDEX.

La sovrapposizione non era perfetta.

Era abbastanza forte.

Unità con alta probabilità di cambiamento occupazionale ricevevano offerte prima.

Non tutte accettavano.

Ma il tasso era doppio.

«Predizione commerciale,» disse il legale di Lumen.

«Usando dati raccolti senza consenso,» rispose Yel.

«Il nostro cliente acquistava un prodotto analitico legittimo.»

«E il nodo dell'ottantuno?»

Silenzio.

Lumen sostenne che il nodo fosse installato da un subappaltatore senza autorizzazione dirigenziale.

Niko Pal.

Di nuovo.

Un uomo solo cominciava a diventare troppo utile come spiegazione.

Marta lo disse.

«Se tutto finisce su Pal, qualcuno sta costruendo un parafulmine.»

Yel la guardò.

«O Pal ha fatto davvero molte cose.»

«Entrambe possibili.»

Il dossier acquisizioni conteneva categorie.

A1 — successione. A2 — residente solo. A3 — assenza prolungata. A4 — instabilità economica stimata. A5 — conflitto familiare probabile.

Marta lesse A5.

«Come stimano un conflitto familiare?»

Yel aprì la documentazione.

Variazione presenze simultanee. Accessi separati. Cambi consegne. Notturni.

Marta sentì disgusto.

«Una coppia smette di entrare insieme e diventa opportunità.»

«Statisticamente.»

«Non dire statisticamente come se pulisse la frase.»

Yel non si offese.

«Non la pulisce.»

Un nome nel dossier colpì Marta.

DARIO SEN — contatto potenziale.

Il padre di Emi.

Categoria A5.

Marta lo chiamò.

Dario arrivò furioso.

«Hanno dati miei?»

«Sì.»

«Di Emi?»

«L'unità.»

Lui rise senza umorismo.

«Adesso anche voi dite unità.»

Marta gli mostrò.

Il sistema aveva rilevato: assenze di Dario; presenza notturna di Emi; variazione ospiti; telecamera privata; servizi sicurezza.

A5.

Conflitto familiare probabile.

Dario rimase in silenzio.

«Avevano ragione?» chiese Marta.

«Non importa.»

«Sono d'accordo.»

Lui la guardò sorpreso.

«Pensavo mi avresti fatto la predica.»

«Non sono qui per quello.»

«Emi ti ha raccontato.»

«Non quello che non serviva.»

Dario lesse.

Poi arrivò a una riga:

STRATEGIA CONTATTO: PROTEZIONE PATRIMONIALE / RIDUZIONE RISCHIO FAMILIARE.

«Mi avrebbero venduto la soluzione al problema che pensavano di vedere.»

«Sì.»

«Non comprare la casa.»

«Forse entrambi.»

Dario si sedette.

Per mesi Marta lo aveva considerato quasi antagonista nella vita di Emi.

Controllante. Invadente.

Adesso era anche soggetto osservato.

Le categorie non rispettavano i ruoli morali.

La stessa persona poteva sorvegliare e essere sorvegliata.

Marta lo trovò importante.

Dario autorizzò l'uso del proprio dossier nel procedimento.

Emi no.

«La mia vita non è un allegato al caso di mio padre.»

Marta la appoggiò.

Yel disse che potevano oscurare riferimenti.

Dario protestò.

«Ma dimostrano il metodo.»

Emi lo guardò.

«Ecco. Di nuovo decidi che la mia cosa serve alla tua cosa.»

Silenzio.

Dario chiuse il fascicolo.

«Va bene.»

Era una piccola scena.

Marta la ricordò più del confronto con Lumen.

Per la prima volta vide Dario fermarsi prima di trasformare la figlia in argomento.

Le offerte Lumen divennero pubbliche.

Alcune famiglie dissero di essere contente di aver venduto.

Una donna, Pera Jol, partecipò alla riunione.

«Mi hanno offerto più del mercato.»

Calra chiese:

«Sapendo che era vulnerabile?»

«E quindi?»

«Hanno sfruttato.»

«Ho comprato una casa più piccola e pagato debiti.»

La sala si divise.

Marta ascoltò.

Non voleva trasformare ogni vendita in vittimizzazione.

Il problema era il vantaggio informativo.

Lumen sapeva cose che il venditore non sapeva di aver rivelato.

«Se ti avessero detto che ti avevano classificata A4?» chiese Marta.

Pera pensò.

«Avrei chiesto più soldi.»

La sala rise.

Era una risposta perfetta.

L'asimmetria aveva valore economico.

Yel la incorporò nel reclamo.

Non vietare offerte.

Obbligo di dichiarare l'uso di profiling comportamentale. Diritto di accesso. Diritto di contestare. Divieto di dati ottenuti senza base valida.

Marta preferiva quella strada.

Non perché rendesse il mercato buono.

Perché restituiva almeno una parte dell'informazione a chi veniva misurato.

Niva disse:

«Io non voglio sapere il mio punteggio.»

«Puoi scegliere di non saperlo,» rispose Yel.

«Ma loro non dovrebbero averlo.»

«Quello è il punto separato.»

Il procedimento diventava pieno di punti separati.

Marta cominciava a pensare che la giustizia fosse soprattutto la disciplina di non fondere domande diverse solo perché facevano arrabbiare nello stesso modo.

Niko Pal restava irreperibile.

La polizia trovò un pagamento di Lumen a una consulenza intestata alla sorella.

Non abbastanza.

Poi un accesso ferroviario.

Pal era ancora a Neo Milano.

Marta sentì una paura concreta.

Finché era un nome nei log, poteva immaginarlo come figura astratta.

Adesso era una persona che camminava nella stessa città.

E Noor era già stata colpita.


Pera Jol vendette il proprio appartamento e invitò Marta a vedere quello nuovo.

«Perché me?»

«Perché continui a guardarmi come se avessi perso.»

«Non ti guardo così.»

«Lo fai.»

Il nuovo appartamento era al livello venti di un edificio più vecchio.

Più piccolo.

Due stanze.

Una finestra con vista su una linea del tram.

Pera aprì.

«Niente torre.»

«Ti manca?»

«No.»

«Allora perché pensi che io creda che hai perso?»

Pera la guardò.

«Perché tutti quelli del comitato parlano come se vendere a Lumen fosse farsi fregare.»

Marta si sedette.

«Non penso questo.»

«Hai detto che avevano più informazioni.»

«Sì.»

«E io avevo più bisogno di soldi.»

«Sì.»

«Quindi?»

«Quindi avresti dovuto sapere cosa sapevano.»

Pera annuì.

«Su quello siamo d'accordo.»

Aveva negoziato comunque.

Aveva ottenuto abbastanza da chiudere debiti.

«Se mi avessero detto A4, avrei chiesto altro.»

«Quanto?»

«Almeno cinque per cento.»

Marta sorrise.

Pera era la dimostrazione che l'abuso informativo non rendeva ogni transazione annullabile moralmente.

Le persone potevano avere ragioni proprie.

La causa non doveva riscrivere le loro scelte.

Yel usò la testimonianza proprio per questo.

Lumen provò a dire: molti venditori erano soddisfatti.

Yel rispose: la soddisfazione non elimina l'obbligo di correttezza informativa.

Una pratica poteva produrre accordi vantaggiosi e restare illegittima nel modo in cui sceglieva chi contattare.

Marta trovò la distinzione importante.

Il comitato ricevette anche testimonianze opposte.

Un uomo, Tavi Ross, aveva rifiutato cinque offerte.

«Mi piace essere corteggiato.»

«Perché?»

«Alzano.»

Lumen lo aveva classificato A2, residente solo.

Era vero.

Non vulnerabile.

Tavi usava le offerte per misurare il mercato.

Il modello aveva previsto maggiore propensione.

Sbagliato.

«Quindi l'algoritmo fa schifo,» disse Calra.

Yel rispose:

«Un errore individuale non dimostra performance generale.»

Marta rise.

«Siete tutte insopportabili.»

La causa obbligò Habitat a fornire metriche.

S-INDEX aveva una precisione commerciale del sessantadue per cento nel prevedere risposta a un contatto entro trenta giorni.

Marta si aspettava di più.

«Sessantadue?»

Vale Jinn rispose:

«È significativo.»

«Sbaglia quasi quattro su dieci.»

«Non deve decidere una terapia. Deve migliorare una campagna.»

Ecco il punto.

Un modello mediocre poteva essere economicamente utile.

Non serviva conoscere davvero una persona.

Bastava essere un po' meglio del caso.

Marta pensò a quanta autorità le persone attribuivano a un punteggio soltanto perché aveva decimali.

Il dossier Tavi era 41,7.

Sembrava preciso.

In realtà era una probabilità rumorosa.

Il comitato chiese che i dossier mostrassero margine d'incertezza.

Habitat protestò: gli utenti commerciali non lo richiedevano.

«Dovrebbero,» disse Marta.

Il modello cambiò nel pilot successivo.

S-INDEX 42 ± 18.

Tavi guardò.

«Quindi potrei essere ventiquattro o sessanta.»

«Sì.»

«Inutile.»

«Più onesto.»

«Commercialmente peggio.»

«Probabile.»

Le persone preferivano numeri certi.

Le aziende anche.

L'incertezza era vera ma scomoda.

Marta vide quanto la presentazione fosse parte del potere.

Un numero senza margine diventava giudizio.

Con margine diventava stima.

Lumen sosteneva di non aver preso decisioni automatiche.

I dossier suggerivano priorità, poi agenti umani sceglievano.

Yel chiese agli agenti.

«Quanto spesso ignoravate?»

Uno rispose:

«Raramente.»

«Perché?»

«Se il sistema aveva già ordinato la lista, perché dovrei partire dall'ultimo?»

Decisione umana.

Ma dentro un ordine già costruito.

Marta capì che “umano nel processo” non garantiva indipendenza.

Un essere umano poteva semplicemente seguire una classifica.

La nuova proposta municipale incluse: nessuna decisione significativamente individuale basata esclusivamente su profiling senza spiegazione e possibilità di revisione.

Lumen disse che gli acquisti immobiliari non erano decisioni contro l'individuo.

Erano offerte.

La battaglia legale sarebbe durata.

Marta non aveva bisogno di vincere ogni definizione per vedere la questione.

Chi controllava l'ordine delle opportunità controllava una parte del mercato.

Pera, dalla nuova casa, mandò una foto.

Tram sotto la finestra.

Messaggio: QUI NESSUNO MI RIFLETTE.

Marta rispose: ASPETTA CHE PIOVA.

Pera mandò un insulto.

Marta sorrise.

Il caso non aveva tolto alle persone la possibilità di scherzare su ciò che era successo.

Forse era un buon segno.


Pera tornò alla K-17 per una cena.

«Mi manca l'ascensore.»

Marta rise.

«Hai venduto per una casa senza torre.»

«Mi manca lamentarmi.»

Pera incontrò una nuova residente nel proprio vecchio appartamento.

Nessun dramma.

La nuova proprietaria aveva pagato più di quanto Lumen aveva offerto a Pera.

«Vedi?» disse Calra. «Ti hanno sottopagata.»

Pera scosse la testa.

«Ho venduto in tre giorni. Lei ha comprato sei mesi dopo.»

Marta apprezzò.

Confrontare prezzi senza tempi sarebbe stato un'altra falsa certezza.

Yel calcolò comunque il valore dell'asimmetria.

Non “quanto Pera ha perso”.

Quanto Lumen migliorava probabilità e tempi grazie al profiling.

Il danno collettivo poteva essere nel processo, non in ogni singola differenza di prezzo.

Questa distinzione rese l'accordo più solido.

Meno narrativo.

Più difendibile.


Lumen tentò di ricostruire il proprio programma senza S-INDEX.

Mandò lettere a tutti gli appartamenti.

Stessa offerta base.

Nessun profiling.

Il risultato fu pessimo commercialmente.

Molte lettere buttate. Poche risposte.

Aron Vei lo disse durante un'audizione.

«Il targeting esiste perché il contatto indiscriminato è inefficiente.»

Marta capiva.

«Quindi serve profilare.»

«Serve selezionare.»

«Con quali dati?»

Ecco la domanda.

Il municipio iniziò a discutere categorie ammissibili: annunci pubblici; richieste volontarie; dati catastali; preferenze dichiarate.

Non: presenze private; luttti inferiti; conflitti stimati.

La linea non era tra marketing e niente marketing.

Tra fonti e aspettative.

Pera partecipò.

«Se io metto un annuncio, voglio essere contattata.»

Niva: «Se chiudo le tende, no.»

Due segnali.

Uno intenzionalmente pubblico. Uno no.

Marta trovò la distinzione semplice e potente.

Lumen poteva essere efficace usando segnali che le persone avevano scelto di rendere commerciali.

Forse meno efficace.

Quel costo era parte del confine.


Tavi Ross, quello che usava le offerte come termometro del mercato, creò un gruppo di acquisto informativo.

Residenti condividevano volontariamente le offerte ricevute.

Anonimizzate. Data. Prezzo. Metri. Condizioni.

Un mercato opaco diventava un po' meno asimmetrico.

Lumen protestò: informazioni commerciali riservate.

Yel verificò.

I destinatari potevano condividere le proprie offerte salvo clausole specifiche.

Il gruppo creò una tabella.

Marta la guardò.

«Un altro dataset.»

Tavi sorrise.

«Volontario.»

«Scadenza?»

«Un anno.»

«Chi gestisce?»

«Tre persone.»

«Accesso?»

«Residenti.»

Marta annuì.

Avevano imparato.

I dati potevano essere strumento dei residenti, non soltanto su di loro.

La differenza era governance.

Chi decide raccolta, uso, cancellazione.

La torre non rifiutava misurazione.

Imparava a possederne una parte.